Area 33

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Descrizione:

Prima scelta progettuale.

Sesta area rilevata. Area di notevole interesse per il posizionamento urbano, storico e localizzata in un luogo chiave per l’identità storica del quartiere. Possibilità di realizzare un servizio connesso all’acquedotto romano, non solo come memoria storica antica, ma come sorgente per l’urbanizzazione dell’area, matrice abitativa documentata nel dopoguerra.

Maggiori info al progetto: Urban Voids n.33

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Interviste:
Testimonianza diretta dal centro anziani di via di Torpignattara riguardo il contesto dell’area 33 e del blocco edilizio che sviluppato intorno all’asse interno di via di Carlo della Rocca.

 

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Analisi Ambientale e climatica:

L’area 33 si trova integrata sul margine esterno del tessuto edilizio compatto del quartiere di Torpignattara, pur essendo attiguo ad un edificio di sei piani circa gode di una più che buona condizione di luce, data anche la sua estensione. Il margine sud con cui si confronta è una lunga fascia di rispetto verde creata per preservare l’acquedotto Alessandrino, bene archeologico prezioso per la memoria di Roma. Nella fascia verde
archeologica sono presenti le classiche alberature di arredo urbano della capitale (Eucalipto pauciflora, Cupressus sempervirens, Tilia cordata) mentre all’interno del vuoto urbano sono state piantumate piccole alberature da frutto e rustiche per l’arredo condominiale (Ficus carica, Citrus nobilis), diversamente l’unica probabile preesistenza è rappresentata dall’alberatura infestante Robinia pseudoacacia.

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Analisi Storica e Morfologica:

L’area è attualmente è aperta sul piano stradale, ad un metro sotto il livello stradale, aperta su due fronti (est e sud),chiusa invece sul fronte nord da un edificio di sei piani e ad ovest da una villetta a due piani; l’angolo nord-ovest è aperto ad una corte interna verde. Questo vuoto urbano appartiene ad un privato che utilizza l’area, probabilmente unico lotto, per il deposito e parcheggio di automobili, l’accesso risulta quindi limitato da rete metallica e cancello. L’elemento archeologico rappresenta una risorsa estremamente rilevante per il blocco urbano di cui fa parte questo vuoto, nel periodo della grande guerra e dopoguerra l’acquedotto ha infatti ospitato un numero rilevante di abitazioni provvisorie ed abusive sotto i propri archi e dopo gli sgombri e demolizioni durante gli anni ’70 è stato ritenuto utile espandere l’allora assente e scarso tessuto edilizio (relegato al vecchio tratto di via di Torpignattara ancora oggi distinto e visibile in direzione Porta Furba), in un compatto ed unico fronte edilizio in grado di ospitare gran parte della popolazione limitrofa. Pur appartenendo alla macro-area E è corretto sottolineare la fortissima connessione storica con alcuni punti della macro-area F legati al corso principale di via di Torpignattara; questa connessione ha rappresentato per decenni l’interazione sociale maggiore nella zona, sopratutto nel periodo di transizione da borgata a quartiere.

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Georeferenzazione: Via dell’acquedotto Alessandrino, via Carlo della Rocca

Visualizza Sopralluogo Lab IV 08/03/2012 in una mappa di dimensioni maggiori

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Panoramica 180°

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Galleria Fotografica:

alcune foto che mostrano il degrado e la situazione del luogo.



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