Swarm Application

Vision

Elaborato con planimetrie Step by Step sul principio di ottimizzazione dei volumi interni tramite il diagramma di Voroni e la differenziazione degli spazi serventi/serviti secondo i flussi dei principi di Behaviour Swarm Architecture definiti tramite poli attrattori.

Nelle precedenti riflessi (vedi l’articolo sulle griglie, qui) sono state definite delle linee guida contestuali fondate in buona parte sui principi bioclimatici, in particolare considerando l’irraggiamento e il sistema di ombre persistenti nell’area.

Queste griglie ci aiutano a definire dei poli di estrusione utili, mediati ovviamente con la griglia della permeabilità e la griglia organica dell’edificio, sul ciclo metacronico (trattato qui). Su questi poli disponiamo le sfere funzionali (prototipazione, qui), ognuna con il proprio raggio d’azione fondato precedentemente sulle percentuali di un primo brainstorming (qui).

Tuttavia la semplice collocazione di queste sfere non è sufficiente a realizzare un organismo architettonico, ne la sua disposizione spaziale interna, dobbiamo infatti ottimizzarlo. Un metodo di ottimizzazione dello spazio ci è offerto dal diagramma di Voronoi, o tassellazione di Voronoi, in grado di “mediare” le relazioni tra punti (i centri delle sfere). Questa schema è nuovamente un prototipo, una guida, ma non è definitivo, occorre infatti semplificarlo al fine di differenziare gli spazi in cui disporre la distribuzione.

In questi spazi ora, applichiamo quanto rilevato nel Bang (qui) e dividiamo la percorrenza dell’edificio in diversi “pneuma” funzionali, differenziati per livelli di accessibilità, questi limiti definiscono dei poli attrattori.

Grazie a moderni software di simulazione, come Processing, siamo attualmente in grado di verificare il comportamento di una folla, di uno sciame (Swarm) che si muove verso punti di interesse. Lo schema applicato è quanto di più simile ai comuni esperimenti realizzati sulle comunità di formiche che in uno spazio con ostacoli si muovono nella maniera maggiormente efficiente verso un polo feromonico di richiamo.

A questo punto abbiamo dei flussi, che in parte, sulle connessioni dello schema distributivo funzionale (qui di seguito) avranno più o meno concretezza fisica.

La strutturazione di questo processo genera spotaneamente una prima configurazione in pianta.



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